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Parola d’ordine: innovazione – Il Governo Monti parte con buoni propositi

Il Governo Monti si è appena insediato e dopo aver varato la lista dei Ministri e aver rilasciato le prime dichiarazioni è naturale riflettere sulle scelte già fatte e su quanto ci dovremmo aspettare nel prossimo futuro nel settore dell’IT e delle Telecomunicazioni.

Già nel discorso rilasciato al Senato il Presidente del Consiglio ha affermato che ci dovrà essere un rilancio delle infrastrutture, sottolineando l’importanza di “raggiungere gli obietti fissati in Europa in sede di Agenda digitale e promuovere la diffusione della Banda Larga”.

Questo è un aspetto senz’altro positivo, considerate anche le non poche preoccupazioni che si erano sollevate a seguito dell’approvazione al Senato del maxi-emendamento alla legge di stabilità 2012 che aveva svilito nettamente il ruolo prioritario della banda larga per il nostro paese.

Non possiamo fare a meno di notare che il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha una conoscenza approfondita del settore ICT e ha anche dimostrato una forte sensibilità nei confronti dell’innovazione avendola recentemente definita “la leva numero uno della crescita”. Ma saprà sfruttare le potenzialità del nostro tessuto economico e la molteplicità di piccole e medie imprese che sono da sempre un’eccellenza in questo settore?

C’è da dire poi che non è stato previsto un Ministro della PA e Innovazione al posto di Renato Brunetta. In questo caso è possibile che si attuerà una trasformazione da Ministero a Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio e che l’incarico verrà affidato a un sottosegretario di futura nomina.

Inoltre, non si deve dimenticare il cambiamento che è stato fatto al vertice dell’Autorità della concorrenza e del mercato. Il Presidente Catricalà, infatti, è stato nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e al suo posto è subentrato Giovanni Pitruzzella.

Il Governo attuale ha un impegno molto gravoso e non solo a livello economico e di rilancio del Paese, ma anche in termini strategici. Si dovrà, infatti, occupare di questioni fondamentali nel settore delle telecomunicazioni, come ad esempio il beauty contest per la riassegnazione delle frequenze liberate dal passaggio al digitale terrestre, e al contempo ricalibrare l’apparato regolamentare con strumenti in grado di non ledere gli interessi delle PMI ed anzi sviluppare la concorrenza e combattere i poteri forti.

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