LaMiaImpresaOnLine.it – Segnalazione all’Antitrust di Assoprovider

A maggio 2011 è stato lanciato l’ormai noto progetto LaMiaImpresaOnLine promosso da Google in partnership con PosteItaliane, Register.it e Seat Paginegialle e che si rivolge a tutte le imprese italiane con l’offerta di un sito internet gratuito per 1 anno, implementato da diversi servizi anch’essi gratuiti o in convenzione forniti dai vari partner.

Il progetto ha destato immediato allarme e preoccupazione, anche al di fuori dei nostri confini, negli operatori del settore a causa del dilagante fenomeno Google in mercati che si trovano a monte o a valle del suo principale ed originario business (i motori di ricerca) ed anche per il fatto che lo stesso progetto è stato già realizzato in altri paesi europei e non (v. la Gran Bretagna) in cui ha avuto un esito devastante per il mercato.

Per queste e molte altre ragioni, Assoprovider, con il supporto e l’assistenza del loro legale, l’Avv. Michela Terribile (TMT-Legal), ha segnalato la presunta anticoncorrenzialità dell’operazione all’Autorità Antitrust giudicandola gravemente lesiva della libera concorrenza all’interno del mercato di riferimento di cui fanno parte numerosi players, quali web agencies, web designer, registrar ed anche internet service provider.

In particolare – spiega l’Avv. Terribile – si è richiesto l’intervento dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato per avviare una procedura di accertamento su LaMiaImpresaOnLine al fine di verificare la sussistenza della violazione degli artt. 2 e 3 della legge n° 287/1990 (abuso di posizione dominante e intesa restrittiva della concorrenza).

Per quanto riguarda l’intesa in violazione dell’art. 2 della legge n° 287/1990, non vi sono dubbi che il Progetto in questione sia perfettamente in grado, come minimo, di alterare la libera concorrenza fra imprese, senza eliminarla forse, ma certamente limitandola fortemente. Viene impedita infatti l’entrata di potenziali concorrenti, e provocata l’uscita di quelli attuali mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa di un’intera categoria professionale (web agencies – web designer), oltre a quella di altre categorie connesse.

E’ facile comprendere come la “gratuità” dell’offerta sia determinante per chi, privo del peso di mercato di Google, Seat, Register.it e PosteItaliane, non può permettersi di attivare una simile pratica commerciale.

In tema di intese non riteniamo neanche che si possa applicare la deroga di cui all’art. 4 della Legge n° 287/1990, in quanto il servizio offerto non dà luogo a miglioramenti nelle condizioni di offerta del mercato, ma al contrario, crea un decremento qualitativo dello stesso a svantaggio esclusivo degli utenti finali.

Il secondo aspetto segnalato è quello dell’abuso di posizione dominante dei partner coinvolti, in particolare Seat Paginegialle e Google.

Riguardo a SEAT non si può negare la posizione di leadership nel proprio mercato di riferimento (elenchi abbonati e raccolta pubblicitaria), ma si fa anche notare che questa svolgeva, già prima del LaMiaImpresaOnLine, l’attività di realizzazione di siti internet di diverse tipologie.

Se si aggiunge a ciò il fatto che – analizzando i dati SEAT – si è stimato che il numero dei clienti con siti internet di terzo livello su Paginegialle.it siano circa 180.000, il dato diventa rischioso per quanto riguarda il bacino di potenziali ulteriori clienti da attrarre con LaMiaImpresOnLine.

Per quanto riguarda Google l’abuso di posizione dominante è ancora più preoccupante se si considera che la percentuale di utilizzo di Google in Italia come motore di ricerca è del 92% – in Europa è addirittura al 95% – a fronte di quella USA che lo da in calo al 65% circa. E’ lampante che il mercato italiano, e quello europeo più in generale, sono di grande appeal per questo colosso dell’IT!

Assoprovider, nonostante tutto, è ben grata a Google per l’alto ed indiscusso grado di innovazione apportato come motore di ricerca e con i servizi di geolocalizzazione, d’altronde ha la convinzione che si debba prestare la massima attenzione nei confronti di un colosso come Google e che, in un mercato in un certo senso dipendente da quello in cui detiene una posizione dominante, dovrebbe essere evitata o quantomeno limitata la sua presenza onde evitare la distorsione della concorrenza e lo squilibrio delle dinamiche contrattuali in cui i concorrenti/clienti si troveranno inesorabilmente ad essere parti “deboli”(basti vedere i numerosi procedimenti avviati presso le Autorità Antitrust nazionali europee e la stessa Commissione europea).

E’ corretta e comprensibile la preoccupazione di Assoprovider – prosegue l’Avv. Terribile – se si considerano le numerose indagini già avviate nei confronti di Google da parte dell’Autorità nazionale ed anche quelle – in alcuni casi già concluse – della Commissione europea e di altre Autorità nazionali comunitarie e statunitensi (FTC) su segnalazione di molte categorie, che siano partner, clienti o concorrenti di Google.

Il rischio – conclude l’Avv. Terribile – è che qualora si accertassero pratiche illecite in questo settore, è presumibile che le stesse verranno applicate al progetto LaMiaImpresaOnLine a danno dei clienti e degli altri competitors. In assenza di un limite regolamentare a questa operazione il danno per la libera concorrenza potrebbe essere irreparabile e ancor più grave se si considera l’elevato numero di informazioni e dati sensibili a disposizione del soggetto dominante.

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