contributi amministrativi

Contributi amministrativi: dopo 13 anni l’Italia si adegua alle disposizioni europee

Dopo più di un anno dalla prima “sciagurata” modifica dell’Allegato 10 al Codice delle comunicazioni elettroniche (d.l. 259/2003), con il noto decreto “Destinazione Italia”, entrambi i rami del Parlamento hanno definitivamente approvato il disegno di legge che, fra le altre cose, si occupa della procedura di infrazione in materia di contributi amministrativi a carico dei fornitori di servizi di comunicazione elettroniche, materia che era stata sino ad oggi in contrasto con la direttiva CE 2002/20 e che creava uno squilibrio concorrenziale all’interno del mercato TLC.

Il Disegno di legge approvato il 23 luglio dal Senato è quello riguardante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2014” e all’art. 5 dispone le modifiche dell’art. 34 del Codice (“Diritti amministrativi”) e del relativo Allegato 10.

La problematica sorta con la precedente modifica sembra, quindi, definitivamente superata. La precedente formulazione, infatti, sebbene avesse inserito una importante misura economica per chi opera al di sotto dei 50.000 utenti, aveva dato luogo ad una diatriba interpretativa fra gli organi competenti alle Autorizzazioni generali e i relativi contributi e gli operatori che seguiva il mero dato letterale, e non la ratio dell’innovazione. In pratica si voleva affermare che il vantaggio economico per gli operatori al di sotto dei 50.000 utenti fosse applicabile solo esclusivamente se si operava su un territorio al di sopra dei 10 milioni di abitanti (!).

Senza entrare nel merito della precedente questione (se volete approfondire, leggete la mia intervista al riguardo), la norma recentemente approvata mette sicuramente chiarezza e ristabilisce la ragionevolezza degli intenti del legislatore, oltre ovviamente ad introdurre un regime contributivo in linea con il dettato europeo.

In particolare si evidenzia la modifica dell’articolo 1 dell’Allegato 10, e i differenti scaglioni contributivi sia per la fornitura di reti pubbliche di comunicazioni che di servizio telefonico accessibile al pubblico.

Nel primo caso, la determinazione dei contributi sarà la seguente:

1) sull’intero territorio nazionale: 127.000 euro;
2) su un territorio avente più di 1 milione e fino a 10 milioni di abitanti: 64.000 euro;
3) su un territorio avente più di 200.000 e fino a 1 milione di abitanti: 32.000 euro;
4) su un territorio avente fino a 200.000 abitanti: 17.000 euro;
5) per le imprese che erogano il servizio prevalentemente a utenti finali in numero pari o inferiore a 50.000: 500 euro ogni mille utenti. Il numero degli utenti è calcolato sul quantitativo.

Nel caso, invece di servizio telefonico sarà la seguente:

1) sull’intero territorio nazionale: 75.500 euro;
2) su un territorio avente più di 1 milione e fino a 10 milioni di abitanti: 32.000 euro;
3) su un territorio avente più di 200.000 e fino a 1 milione di abitanti: 12.500 euro;
4) su un territorio avente fino 200.000 abitanti: 6.400 euro;
5) per le imprese che erogano il servizio prevalentemente a utenti finali in numero pari o inferiore a 50.000: 300 euro ogni mille utenti. Il numero degli utenti è calcolato sul quantitativo delle risorse di numerazione attivate a ciascun utente finale.

Per il testo del disegno di legge, CLICCA QUI.

Condividi questo post


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi